ARPAT investe sui droni: nuove tecnologie per il monitoraggio ambientale
18/03/2026
Il controllo del territorio richiede strumenti sempre più precisi e capaci di adattarsi a contesti complessi. In questa direzione si muove ARPAT, che ha recentemente rafforzato la propria dotazione tecnologica con una nuova flotta di droni destinati a integrare le attività di monitoraggio e vigilanza ambientale.
L’introduzione di questi sistemi rappresenta un’evoluzione significativa nelle modalità di raccolta dei dati, offrendo la possibilità di osservare e analizzare il territorio con un livello di dettaglio difficilmente raggiungibile con tecniche tradizionali.
Dati ad alta precisione e sicurezza operativa
Grazie all’impiego dei droni, è possibile acquisire immagini e rilievi ad altissima risoluzione e costruire modelli digitali del terreno con precisioni di pochi centimetri. Questo consente di confrontare nel tempo lo stato dei luoghi, individuare modifiche anche minime e supportare le attività di controllo con informazioni aggiornate e affidabili.
Un elemento rilevante riguarda anche la sicurezza: i droni permettono di operare in aree difficilmente accessibili o potenzialmente pericolose, riducendo l’esposizione del personale e migliorando al tempo stesso l’efficacia degli interventi.
Le prime applicazioni risalgono al Progetto Speciale Cave, che ha consentito di sviluppare metodologie di rilievo aerofotogrammetrico e modelli tridimensionali utili per il monitoraggio delle aree estrattive. A queste esperienze si è affiancato l’utilizzo di tecnologie LiDAR, capaci di restituire informazioni dettagliate sulla morfologia del territorio.
Una flotta tecnologicamente avanzata
La nuova dotazione dell’Agenzia comprende otto droni di diverse tipologie, progettati per rispondere a esigenze operative differenti. Accanto ai modelli più leggeri, utilizzati per rilievi rapidi, sono presenti sistemi più avanzati dotati di camere termiche, sensori LiDAR e strumenti iperspettrali.
Questa combinazione consente di ampliare le possibilità di analisi, rendendo possibile, ad esempio, il monitoraggio di fenomeni complessi come frane, evoluzioni fluviali o situazioni di criticità ambientale. Un esempio concreto è rappresentato dalle attività svolte sul fiume Santerno, dove l’integrazione tra droni e sensori ha supportato le operazioni successive a un evento franoso.
Formazione e integrazione nei progetti ambientali
Parallelamente all’acquisizione dei nuovi mezzi, ARPAT avvierà percorsi di formazione per la certificazione dei piloti, in linea con la normativa vigente. La creazione di squadre specializzate rappresenta un passaggio essenziale per garantire un utilizzo efficace e sicuro delle tecnologie.
I droni saranno impiegati anche all’interno del progetto europeo Interreg Marittimo “EPIC – un mare privo di plastica”, di cui ARPAT è capofila, confermando il ruolo crescente di questi strumenti nella gestione delle problematiche ambientali.
L’adozione di sistemi integrati per la gestione della flotta e delle attività completerà il percorso, rendendo più efficiente il coordinamento delle operazioni e la raccolta dei dati.
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