I luoghi più belli della Maremma grossetana tra natura e borghi
21/03/2026
Parco della Maremma e costa dell’Uccellina
Addentrandosi nel tratto costiero compreso tra Principina a Mare e Talamone, il Parco della Maremma si presenta come uno dei paesaggi più rappresentativi dell’intera Toscana meridionale, un’area protetta in cui macchia mediterranea, pinete, zone umide e spiagge selvagge convivono in un equilibrio che restituisce l’immagine più autentica della Maremma grossetana. I Monti dell’Uccellina, dorsale collinare che si affaccia sul Tirreno, disegnano un profilo irregolare punteggiato da torri di avvistamento e resti di abbazie, come quella di San Rabano, raggiungibile attraverso sentieri che attraversano boschi fitti e radure panoramiche.
Le spiagge del parco, accessibili a piedi o in bicicletta lungo percorsi regolamentati, offrono un mare limpido e fondali sabbiosi, lontani dalla pressione edilizia che caratterizza altre aree costiere. Cala di Forno e Collelungo rappresentano due delle mete più conosciute, entrambe inserite in un contesto naturale che conserva una forte identità. La presenza di fauna selvatica, dai daini ai cinghiali, ricorda che ci si trova in un territorio dove l’elemento naturale prevale sull’intervento umano.
La visita richiede una minima pianificazione, sia per gli accessi contingentati in alta stagione sia per la necessità di muoversi su percorsi non asfaltati, ma proprio questa organizzazione contribuisce a preservare la qualità del luogo. Il Parco della Maremma costituisce una sintesi efficace del rapporto tra costa e entroterra, tra ambienti marini e collinari, offrendo un’esperienza che va oltre la semplice giornata al mare.
Pitigliano, Sovana e Sorano: borghi del tufo
Spostandosi verso l’interno, l’area del tufo accoglie tre borghi che rappresentano una delle espressioni più suggestive della Maremma grossetana, dove l’architettura si integra con la roccia vulcanica su cui è costruita e il paesaggio collinare amplifica la percezione di isolamento e continuità storica. Pitigliano, arroccato su uno sperone tufaceo, appare come un blocco compatto di case che emergono dalla rupe, con vicoli stretti, archi e scalinate che conducono a piazze raccolte e punti panoramici affacciati sulla valle.
La presenza della comunità ebraica, documentata per secoli, ha lasciato tracce importanti, tra cui la sinagoga e il quartiere ebraico, che testimoniano una stratificazione culturale non sempre evidente a prima vista. Sovana, più raccolta e silenziosa, conserva una piazza centrale su cui si affacciano la cattedrale romanica e palazzi medievali, mentre Sorano si sviluppa in verticale lungo la roccia, con un dedalo di passaggi scavati nel tufo.
Tra questi borghi si snodano le vie cave, antichi percorsi etruschi incassati tra alte pareti di roccia, che aggiungono una dimensione archeologica al paesaggio. L’insieme di elementi architettonici e naturali crea un contesto coerente, in cui la pietra locale diventa materiale identitario e segno distintivo. Visitare quest’area significa entrare in una Maremma più intima, lontana dalle rotte costiere ma altrettanto intensa.
Monte Argentario e laguna di Orbetello
Nel tratto meridionale della provincia di Grosseto, il promontorio del Monte Argentario emerge come una massa rocciosa collegata alla terraferma da sottili lingue di sabbia che delimitano la laguna di Orbetello, creando un sistema paesaggistico complesso e riconoscibile. Porto Santo Stefano e Porto Ercole, i due centri principali del promontorio, si affacciano su insenature naturali che hanno favorito lo sviluppo di porti e fortificazioni, ancora visibili lungo la costa.
Le strade panoramiche che percorrono l’Argentario offrono vedute continue su calette rocciose e tratti di mare aperto, mentre sentieri come quelli che conducono a Cala Grande o Cala del Gesso permettono di raggiungere spiagge raccolte e acque trasparenti. Il fondale, spesso profondo e roccioso, favorisce la limpidezza dell’acqua e rende la zona apprezzata anche per immersioni e snorkeling.
La laguna di Orbetello, separata dal mare dai tomboli della Giannella e della Feniglia, introduce un ambiente diverso, fatto di acque basse, zone umide e riserve naturali che ospitano numerose specie di uccelli. La Feniglia, con la sua lunga spiaggia sabbiosa e la pineta retrostante, rappresenta un’alternativa più lineare e facilmente accessibile rispetto alle calette dell’Argentario. L’insieme di promontorio, laguna e tomboli crea un equilibrio tra ambienti marini e lagunari che arricchisce la varietà della Maremma grossetana.
Massa Marittima e colline metallifere
Allontanandosi dalla costa e risalendo verso l’entroterra settentrionale, Massa Marittima si inserisce in un contesto collinare che unisce storia medievale e paesaggi agricoli, offrendo uno dei centri storici più articolati della provincia. La piazza Garibaldi, dominata dalla cattedrale di San Cerbone, si apre come uno spazio scenografico in cui si affacciano palazzi comunali e logge, testimonianza di un passato legato all’attività mineraria e alla lavorazione dei metalli.
Le Colline Metallifere, che circondano il borgo, conservano tracce di miniere e strutture produttive oggi in parte musealizzate, inserite in un paesaggio di boschi e vigneti. Il territorio, caratterizzato da saliscendi e strade panoramiche, permette di alternare visite culturali a percorsi naturalistici, con punti di osservazione che spaziano fino al mare nelle giornate più limpide.
Massa Marittima non si limita a offrire monumenti isolati, ma presenta un impianto urbano compatto, in cui le diverse epoche dialogano attraverso pietre, archi e torri. La presenza di eventi legati alla tradizione, come il Balestro del Girifalco, contribuisce a mantenere vivo un patrimonio che affonda le radici nel Medioevo, integrandosi con un contesto ambientale ancora ben conservato.
Capalbio e il Giardino dei Tarocchi
Nella parte meridionale della Maremma grossetana, a pochi chilometri dal confine con il Lazio, Capalbio si sviluppa su una collina che domina la pianura e la costa, offrendo un centro storico raccolto tra mura medievali e panorami aperti verso il Tirreno. Le vie interne, strette e pavimentate in pietra, conducono a terrazze affacciate sulla campagna maremmana, punteggiata da oliveti e campi coltivati.
A breve distanza dal borgo si trova il Giardino dei Tarocchi, parco artistico ideato da Niki de Saint Phalle, in cui grandi sculture ispirate agli arcani maggiori si inseriscono in un percorso immerso nella vegetazione. Le opere, realizzate con mosaici colorati e superfici riflettenti, creano un contrasto deciso con il paesaggio rurale circostante, introducendo una dimensione contemporanea in un territorio segnato dalla storia.
La fascia costiera di Capalbio, con spiagge ampie e meno urbanizzate rispetto ad altre zone, completa l’offerta del territorio, permettendo di abbinare la visita al borgo e al parco artistico a giornate sul mare. In questo equilibrio tra natura, arte e architettura medievale si coglie una delle espressioni più articolate della Maremma grossetana, capace di coniugare identità storica e aperture culturali senza perdere coerenza paesaggistica.
Articolo Precedente
I luoghi più interessanti di Grosseto da scoprire a piedi
Articolo Successivo
Le aree naturali più suggestive della provincia di Grosseto