“Libere voci”, memoria e teatro per raccontare le partigiane grossetane
03/03/2026
Presentazione della ricerca Isgrec e anteprima dello spettacolo di AnimaScenica Teatro
Un progetto di ricerca storica che diventa narrazione scenica, intrecciando documenti d’archivio, testimonianze e linguaggio teatrale. È questo il cuore di “Libere voci”, iniziativa dedicata alle partigiane e alle resistenti del territorio grossetano, promossa dall’Isgrec (Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea) in partenariato con AnimaScenica Teatro e la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto, con il sostegno della Regione Toscana.
L’evento si aprirà con la presentazione del progetto di ricerca a cura di Ilaria Cansella, che illustrerà il percorso di studio dedicato alle donne della Resistenza maremmana, ricostruendone storie personali, ruoli e contributi spesso rimasti ai margini della narrazione ufficiale.
La ricerca storica come restituzione pubblica
Il lavoro dell’Isgrec punta a restituire visibilità a figure femminili che hanno partecipato attivamente alla lotta antifascista, svolgendo compiti di collegamento, assistenza, organizzazione e, in molti casi, azione diretta. Un’indagine che amplia lo sguardo sulla storia locale, collocandola nel contesto più ampio della Resistenza italiana.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’avviso pubblico ex art. 4 della legge regionale 38/2002, a sostegno di progetti culturali di rilevanza storica e civile, e si avvale del patrocinio della Provincia di Grosseto.
Teatro e musica dal vivo: la memoria prende voce
A seguire, un’anteprima dello spettacolo di teatro e musica dal vivo realizzato da AnimaScenica Teatro, costruito proprio a partire dai risultati della ricerca. La regia è firmata da Irene Paoletti, con musiche originali di Emanuele Bocci e interpretazione di Benedetta Rustici, Elisa Bartoli, Irene Paoletti e Pablo Torreggiani.
La scena diventa così spazio di restituzione emotiva e civile, in cui le “voci libere” delle donne della Resistenza tornano a farsi sentire attraverso parole, suoni e gesti. Il dialogo tra ricerca storica e linguaggio teatrale mira a coinvolgere un pubblico ampio, offrendo strumenti di conoscenza e riflessione.
“Libere voci” si propone come un ponte tra memoria e contemporaneità, invitando a rileggere il passato alla luce delle sfide attuali, in particolare sul terreno dei diritti, della partecipazione e del riconoscimento del ruolo delle donne nella storia.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to