Lucca, odori sulfurei nei pozzi di Antraccoli: ARPAT individua la sostanza responsabile
04/03/2026
Un’attività straordinaria di indagine ambientale è stata avviata da ARPAT nella zona di Antraccoli, nel comune di Lucca, dopo una segnalazione ricevuta alla fine di novembre 2025 riguardante la presenza di odori anomali nell’acqua di alcuni pozzi privati. I residenti avevano descritto l’odore come simile allo zolfo, sollevando preoccupazioni sulla qualità dell’acqua di falda utilizzata in ambito domestico.
L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana ha quindi avviato una serie di verifiche tecniche con l’obiettivo di chiarire la natura del fenomeno, individuare la sostanza responsabile e comprendere l’estensione dell’eventuale contaminazione.
Le analisi delle acque e l’individuazione del tetraidrotiofene
Le indagini hanno previsto diversi campionamenti delle acque di falda e approfondimenti analitici realizzati in collaborazione con i laboratori ARPAT di Livorno e Siena. I risultati hanno permesso di individuare la presenza di tetraidrotiofene, un composto solforato comunemente utilizzato per l’odorizzazione del gas metano.
Si tratta della sostanza che conferisce al gas l’odore caratteristico che permette di rilevare eventuali fughe. L’individuazione di questo composto nell’acqua di falda ha richiesto un lavoro tecnico specifico: il tetraidrotiofene, infatti, non rientra tra i contaminanti previsti dalle normative vigenti sulle acque sotterranee.
Per questo motivo i tecnici ARPAT hanno sviluppato un metodo analitico dedicato, necessario per riconoscere e quantificare la sostanza nei campioni prelevati.
I provvedimenti del Comune e dell’ASL
A metà febbraio 2026 ARPAT ha trasmesso i risultati delle analisi al Comune di Lucca e alla ASL competente, permettendo alle autorità sanitarie e amministrative di adottare le misure necessarie.
Tra i provvedimenti adottati figura l’ordinanza di divieto di utilizzo delle acque dei pozzi interessati, misura precauzionale finalizzata a tutelare la salute pubblica. Parallelamente è stato attivato un servizio di rifornimento idrico tramite autobotti per garantire alle famiglie coinvolte un approvvigionamento alternativo di acqua.
Indagini ancora in corso e tavolo tecnico
L’attività dell’Agenzia non si è conclusa con l’individuazione della sostanza. ARPAT prosegue infatti con ulteriori accertamenti per comprendere le cause della contaminazione, i possibili meccanismi di diffusione nella falda e le eventuali responsabilità.
Questi elementi saranno fondamentali per definire le successive azioni di messa in sicurezza e bonifica dell’area.
Nel frattempo l’Agenzia partecipa al tavolo tecnico istituito dal Comune di Lucca, insieme alla ASL, alla società idrica GEAL, a GESAM e ai rappresentanti dei cittadini. Il gruppo di lavoro ha il compito di monitorare l’evoluzione della situazione e coordinare le misure necessarie per la gestione dell’emergenza.
La prima riunione del tavolo tecnico si è svolta la mattina del 27 febbraio 2026, segnando l’avvio di un percorso di confronto tra istituzioni, tecnici e comunità locale volto a garantire un controllo continuo del fenomeno e a individuare soluzioni efficaci per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.