Nuova Cosmave, il Consiglio di Stato conferma la legittimità dell’operato di Comune e ARPAT
07/03/2026
Si chiude con una decisione definitiva la lunga vicenda giudiziaria legata all’impianto Nuova Cosmave di Massarosa, in provincia di Lucca. Con una sentenza depositata nel febbraio 2026, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato dalla società, confermando integralmente quanto stabilito in precedenza dal TAR Toscana.
La pronuncia riconosce la correttezza dell’operato del Comune di Massarosa e di ARPAT, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, nell’ambito delle verifiche relative ai materiali depositati presso l’impianto di via del Brentino.
La controversia sui residui di lavorazione del marmo
Al centro della disputa vi erano circa 17.000 tonnellate di “marmettola”, residui derivanti dalla lavorazione di marmo, pietre e graniti accumulati nell’area dell’impianto.
La società sosteneva che tali materiali dovessero essere classificati come sottoprodotti, e quindi non soggetti alla disciplina sui rifiuti. Diversa la posizione emersa dalle verifiche tecniche condotte da ARPAT, secondo cui la marmettola non soddisfaceva i requisiti previsti dalla normativa per essere qualificata come sottoprodotto.
In particolare mancava uno degli elementi fondamentali richiesti dalla legge: la certezza del riutilizzo del materiale.
Sulla base delle relazioni tecniche dell’Agenzia, il Comune di Massarosa aveva quindi emesso un’ordinanza che imponeva alla società la rimozione e lo smaltimento del materiale come rifiuto speciale. Il provvedimento era stato contestato dalla società davanti al TAR Toscana e successivamente al Consiglio di Stato.
La verifica tecnica disposta dal Consiglio di Stato
Nel corso del giudizio di secondo grado, i giudici amministrativi hanno ritenuto necessario un ulteriore approfondimento tecnico. È stata quindi disposta una verifica affidata a un esperto dell’Università degli Studi di Firenze.
L’analisi ha confermato le conclusioni già espresse dalle verifiche precedenti. In particolare è stato accertato che:
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il materiale non soddisfa il requisito della certezza del riutilizzo, previsto dalla normativa sui sottoprodotti;
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l’utilizzo ipotizzato nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’ex discarica “Cava 4” del Brentino, destinata a servizi sportivi e ricreativi, non rappresenta una destinazione certa e immediata;
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sotto il profilo ambientale, alcune concentrazioni non rispettano i limiti previsti per aree a verde pubblico o residenziale, pur rientrando nei valori ammessi per aree industriali o commerciali.
La decisione finale dei giudici amministrativi
Alla luce delle verifiche tecniche e degli elementi raccolti nel corso del procedimento, il Consiglio di Stato ha stabilito che la qualificazione del materiale come sottoprodotto non può essere definita in modo astratto.
Secondo i giudici, la normativa richiede che tutte le condizioni previste siano dimostrate concretamente e sin dal momento della produzione del materiale, inclusa la certezza della sua destinazione futura.
Nel caso specifico tali requisiti non sono risultati soddisfatti. Di conseguenza il Consiglio di Stato ha:
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respinto l’appello presentato da Nuova Cosmave
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confermato la legittimità degli atti adottati dal Comune di Massarosa e da ARPAT
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stabilito che il compenso del verificatore sia a carico della società appellante
Un chiarimento importante sulla normativa ambientale
ARPAT ha partecipato al contenzioso in entrambi i gradi di giudizio, difendendo la correttezza delle proprie valutazioni tecniche. La sentenza rappresenta un passaggio significativo anche dal punto di vista interpretativo.
Il pronunciamento rafforza infatti un principio centrale della normativa ambientale: un residuo di lavorazione può essere considerato sottoprodotto solo quando tutte le condizioni previste dalla legge sono dimostrate con certezza.
La decisione contribuisce quindi a chiarire i criteri applicativi nella gestione dei materiali derivanti da processi industriali, con l’obiettivo di garantire tutela ambientale, sicurezza del territorio e protezione della salute pubblica.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to