Ritorna Artemide: dopo il restauro a Firenze la statua torna al MAAM e si racconta al pubblico
23/03/2026
Un ritorno che ha il sapore della riscoperta e della continuità. Dopo un anno di interventi specialistici presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, la statua di Artemide è tornata al MAAM, riportando con sé non soltanto il proprio valore storico e artistico, ma anche nuove conoscenze emerse durante il restauro.
Rinvenuta nel 1880 nei pressi di Castiglione della Pescaia, la scultura rappresenta la dea secondo un modello arcaistico tipico della produzione romana di età augustea, collocandosi tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C. Un’opera che, pur ispirandosi a forme più antiche, testimonia una fase di rilettura e reinterpretazione del linguaggio artistico classico.
Il restauro tra conservazione e ricerca
L’intervento condotto dall’Opificio delle Pietre Dure non si è limitato alla conservazione della materia, ma ha aperto anche un percorso di indagine più approfondito. Le operazioni hanno riguardato lo studio dei materiali costitutivi e la ricerca di eventuali tracce di policromia, elementi spesso difficili da individuare ma fondamentali per comprendere l’aspetto originario delle opere antiche.
Questi approfondimenti contribuiscono a restituire una visione più completa della scultura, superando l’immagine tradizionale del marmo come superficie neutra e uniforme. Il restauro diventa così occasione di conoscenza, capace di arricchire il racconto dell’opera e il suo rapporto con il pubblico.
Un evento per raccontare l’opera
Il ritorno della statua sarà accompagnato da un momento di incontro aperto alla cittadinanza. Sabato 28 marzo alle ore 17:00, il MAAM ospiterà un appuntamento dedicato alla storia e al restauro dell’Artemide, con la partecipazione di Maria Emilia Masci, funzionaria archeologa dell’Opificio delle Pietre Dure, e della restauratrice Franca Sorella.
L’iniziativa offre l’opportunità di entrare nel merito del lavoro svolto, ascoltando direttamente le voci di chi ha seguito le diverse fasi dell’intervento. Un’occasione per comprendere non solo il valore dell’opera, ma anche i processi che ne garantiscono la tutela e la trasmissione nel tempo.
A chiudere l’evento, un brindisi simbolico di benvenuto, che segna il ritorno della statua nel suo contesto espositivo e nella fruizione pubblica.
La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria tramite email all’indirizzo [email protected].
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