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Codice Rosa nato a Grosseto, Doretti ascoltata in Parlamento

23/07/2026

Codice Rosa nato a Grosseto, Doretti ascoltata in Parlamento

Il modello Codice Rosa, nato nel 2009 a Grosseto per assistere le vittime di violenza, è stato presentato alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere. Vittoria Doretti, responsabile della rete regionale e DE&I Manager dell’Asl Toscana sud est, è stata ascoltata a Roma per illustrare l’evoluzione di un progetto sperimentale divenuto un riferimento nazionale e internazionale.

Dal progetto dell’Asl 9 di Grosseto alla rete regionale

Il Codice Rosa venne avviato nel 2009 dall’allora Asl 9 di Grosseto con l’obiettivo di costruire un percorso specifico di accoglienza, assistenza e protezione per le persone vittime di violenza. L’esperienza si è successivamente sviluppata all’interno della sanità toscana, favorendo la collaborazione tra personale sanitario, istituzioni, autorità giudiziarie, centri antiviolenza e servizi territoriali.

Durante l’audizione del 21 luglio, Doretti ha ricostruito le principali tappe del progetto e il cambiamento organizzativo maturato all’interno dell’Asl Toscana sud est. Il lavoro svolto attraverso il Codice Rosa ha permesso all’Azienda di ampliare la propria azione, includendo attività di prevenzione, formazione e cooperazione sui fenomeni della violenza economica, della cyberviolenza e dei crimini d’odio.

La responsabile ha inoltre riferito alla Commissione sugli accordi sottoscritti con istituzioni nazionali e internazionali per diffondere il modello della rete. L’obiettivo è trasferire metodi operativi e competenze maturati sul territorio, rafforzando la capacità dei servizi di riconoscere le situazioni di rischio e accompagnare le vittime nei percorsi di uscita dalla violenza.

La strategia DE&I adottata dall’Asl Toscana sud est

Una parte dell’audizione è stata dedicata alla strategia Diversity, Equity and Inclusion, introdotta dall’Asl Toscana sud est nel 2024. Nello stesso anno l’Azienda ha individuato la figura della DE&I Manager, affidando l’incarico a Vittoria Doretti.

La strategia punta a valorizzare le differenze individuali legate a genere, età, origine etnica, orientamento sessuale, disabilità ed esperienze personali. Il percorso interviene sull’organizzazione interna, sulla sicurezza dell’ambiente di lavoro e sulla qualità dei servizi offerti alla popolazione.

Doretti, componente del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio sulla violenza contro le donne e sulla violenza domestica, ha partecipato anche alla cura del Libro bianco per la formazione sulla violenza contro le donne, pubblicato nel 2024 dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio.

Nel documento, la preparazione del management sanitario viene indicata come uno degli strumenti principali per sostenere il cambiamento culturale. Su questo fronte l’Asl Toscana sud est ha sviluppato attività formative dedicate alla leadership, alla gestione del cambiamento e all’innovazione organizzativa, con il supporto della Regione Toscana e dei vertici del sistema sanitario regionale.

Dai piani per la parità ai beni confiscati

La presentazione davanti alla Commissione ha ripercorso anche i risultati ottenuti dall’Azienda sul fronte dell’inclusione. Nel 2023 è stato adottato il primo Gender Equality Plan, seguito nel 2024 dalla Certificazione della Parità di Genere secondo la prassi UNI/PdR 125:2022.

Tra le iniziative avviate figura inoltre l’Accordo quadro di collaborazione scientifica firmato con l’Università di Siena. L’intesa è orientata allo sviluppo di attività di ricerca e formazione collegate alla parità, alla valorizzazione delle differenze e al contrasto delle discriminazioni.

Nel 2026 l’Asl Toscana sud est ha ottenuto l’accreditamento sulla Piattaforma unica delle destinazioni dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati. È la prima azienda sanitaria italiana a raggiungere questo risultato.

L’accreditamento consentirà di destinare beni sottratti alla criminalità organizzata alla realizzazione di punti di sostegno per le persone impegnate in un percorso di uscita dalla violenza. Gli spazi saranno sviluppati in collaborazione con Comuni, Procure della Repubblica, centri antiviolenza e altri soggetti della rete territoriale.

L’audizione ha quindi portato all’attenzione del Parlamento un’esperienza partita dal territorio grossetano e costruita attraverso l’integrazione tra assistenza sanitaria, protezione sociale, formazione professionale e collaborazione istituzionale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to