Grosseto, a Catabbio nasce il primo Campus antimafia
07/07/2026
A Catabbio, nel comune di Semproniano, è nato il primo Campus antimafia della provincia di Grosseto. Le villette confiscate alla criminalità organizzata ospiteranno per una settimana 15 ragazzi provenienti da diverse zone della Toscana, coinvolti in un percorso di formazione, cittadinanza attiva e riflessione sul valore della legalità.
Le istituzioni nei beni confiscati
Sabato 4 luglio le istituzioni locali e regionali hanno visitato la struttura che accoglie il progetto. Erano presenti il sindaco di Semproniano Luciano Petrucci, il vicepresidente della Provincia di Grosseto Valentino Bisconti e il consigliere regionale della Toscana Luca Minucci.
Ad accompagnarli all’interno delle villette è stato Federico Cignelli, coordinatore del Campus e della Consulta per la legalità, che ha illustrato il programma delle attività previste durante la settimana. Il percorso coinvolge i giovani in incontri, laboratori, testimonianze e momenti di autoriflessione, con l’obiettivo di trasformare un bene sottratto alla criminalità in uno spazio educativo aperto al territorio.
Il progetto delle Sentinelle di Nonno Nino
Il Campus è stato ideato e organizzato dall’associazione Le sentinelle di Nonno Nino, realtà del terzo settore rappresentata dal presidente Domenico Bilotta. Durante la visita si è aperto un confronto con gli amministratori presenti sul valore sociale del progetto e sulla possibilità di costruire, attorno ai beni confiscati, percorsi stabili di partecipazione e responsabilità.
Valentino Bisconti ha espresso soddisfazione per l’avvio dell’iniziativa, definendo il lavoro dell’associazione straordinario. Per il vicepresidente della Provincia, la trasformazione di un luogo legato all’illegalità in uno spazio di crescita per le nuove generazioni rappresenta una vittoria dello Stato e un segnale forte per tutta la comunità.
Un segnale per la Maremma grossetana
Il sindaco Luciano Petrucci ha rivendicato l’impegno del Comune di Semproniano nel dare nuova vita ai beni confiscati presenti sul territorio. Secondo il primo cittadino, il Campus rappresenta un’esperienza formativa importante per i 15 partecipanti e, allo stesso tempo, un segnale di riscatto per la comunità locale.
Il consigliere regionale Luca Minucci ha richiamato il ruolo della collaborazione tra Comune, Provincia e Regione. La gestione condivisa dei beni confiscati viene indicata come una condizione essenziale per sottrarli al degrado e restituirli ai cittadini con una funzione sociale concreta.
Nei prossimi appuntamenti il Campus proseguirà con attività formative e testimonianze dedicate alla cultura della legalità. Per la Maremma grossetana si tratta di un passaggio significativo: un bene confiscato diventa luogo di educazione civile, memoria attiva e costruzione di nuove consapevolezze tra i giovani.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to