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Grosseto, peste suina: obiettivo +150% di abbattimenti

14/09/2026

Grosseto, peste suina: obiettivo +150% di abbattimenti

La provincia di Grosseto non registra al momento casi di peste suina africana, ma istituzioni e amministrazioni locali stanno preparando un sistema coordinato di prevenzione per ridurre il rischio di diffusione della malattia. Il presidente della Provincia Francesco Limatola ha riunito sindaci, Ambiti territoriali di caccia e il commissario straordinario regionale Giorgio Briganti per definire procedure e interventi da attivare prima di un’eventuale emergenza. Il territorio maremmano presenta infatti una forte presenza di allevamenti suini e una delle popolazioni di cinghiali più consistenti della Toscana.

Il piano punta ad aumentare gli abbattimenti dei cinghiali

Tra le misure indicate durante il confronto assume particolare rilievo il piano di depopolamento dei cinghiali in Maremma. Le ordinanze ministeriali prevedono un incremento del 150% degli abbattimenti rispetto alla precedente stagione venatoria, obiettivo per il quale viene considerata determinante la collaborazione del mondo venatorio.

L’intervento sulla popolazione di cinghiali viene affiancato dal rafforzamento delle misure di biosicurezza negli allevamenti e dalla definizione di comportamenti preventivi rivolti a chi frequenta le aree boschive. L’obiettivo è limitare le possibilità di trasferimento del virus attraverso animali, persone, mezzi o materiali contaminati.

La Provincia punta inoltre a predisporre in anticipo procedure operative e percorsi di formazione del personale, evitando di dover organizzare la risposta soltanto dopo l’eventuale comparsa di casi sul territorio grossetano.

Indicazioni anche per escursionisti e cercatori di funghi

Una parte della strategia riguarda direttamente chi frequenta boschi e aree rurali. Cercatori di funghi, escursionisti, ciclisti e altri utenti dovranno essere informati sulle precauzioni da adottare dopo il passaggio in zone potenzialmente interessate.

Tra le indicazioni richiamate figurano la disinfezione delle scarpe, degli pneumatici e degli oggetti entrati in contatto con il terreno. Si tratta di misure semplici ma considerate utili per ridurre il rischio di trasportare materiale contaminato da un’area all’altra. }

Parallelamente proseguirà il lavoro sulla biosicurezza degli allevamenti, settore particolarmente sensibile in un territorio dove la produzione zootecnica rappresenta una componente rilevante dell’economia locale.

La peste suina africana non si trasmette all’uomo

La PSA non è una zoonosi e non può essere trasmessa alle persone. Le conseguenze possono però essere molto pesanti per gli allevamenti e per l’intera filiera suinicola, soprattutto in presenza di focolai che rendano necessarie misure restrittive o abbattimenti sanitari.}

Per questo Limatola ha insistito sulla necessità di organizzare una risposta condivisa tra Provincia, Comuni, Regione, Atc, mondo agricolo e settore venatorio. Il presidente ha collegato la prevenzione alla tutela di un comparto che incide sia sull’economia sia sull’identità della Maremma.

In Toscana 643 animali infetti dall’inizio dell’anno

Il quadro regionale rende più urgente il lavoro preventivo. Dal 1° gennaio 2026 in Toscana sono stati individuati 643 casi di animali infetti. Risultano inoltre coinvolti due allevamenti nella parte settentrionale della regione: uno a Comano, in provincia di Massa Carrara, e uno a San Marcello Piteglio, nel Pistoiese.

Giorgio Briganti ha ribadito che proprio l’assenza di casi nel Grossetano rende utile intervenire adesso, rafforzando il coordinamento tra istituzioni e categorie coinvolte. Il lavoro preparatorio punta a garantire una risposta più rapida qualora la malattia dovesse raggiungere la provincia, con procedure già definite e personale informato sulle misure da applicare.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.