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Bus per Firenze, Siena e Grosseto contro il nuovo capolinea

29/04/2026

Bus per Firenze, Siena e Grosseto contro il nuovo capolinea

Le Province di Siena e Grosseto si oppongono allo spostamento del capolinea delle linee bus dirette a Firenze da Santa Caterina a Vittorio Veneto. I presidenti Agnese Carletti e Francesco Limatola hanno inviato una nota ufficiale alla Regione Toscana per contestare la proposta di riorganizzazione dei servizi su gomma, che riguarderebbe le linee 131 ordinaria e rapida e la 50G. Secondo i due enti, l’arretramento comporterebbe un peggioramento concreto per pendolari, studenti, lavoratori e turisti provenienti da territori già penalizzati da collegamenti ferroviari insufficienti.

Il nodo dell’accesso a Santa Maria Novella

Carletti e Limatola richiamano il peso che le linee bus hanno oggi per le due province. Per Siena e Grosseto, spiegano, il collegamento su gomma verso Firenze rappresenta l’unica vera alternativa a un sistema ferroviario che non ha ricevuto investimenti paragonabili a quelli garantiti ad altre aree della Toscana. Anche la riprogrammazione del servizio ferroviario con il “Memorario”, secondo i presidenti, non avrebbe prodotto per questi territori benefici in termini di intensificazione delle corse o treni veloci.

La principale criticità riguarda l’allontanamento dall’accesso diretto alla stazione di Santa Maria Novella, punto di riferimento per l’Alta Velocità nazionale e per molte coincidenze regionali. La soluzione del trasbordo sulla Tramvia viene giudicata insufficiente, soprattutto nelle ore di punta, quando i convogli risultano già molto carichi. Per gli utenti provenienti da Siena e Grosseto, un cambio aggiuntivo significherebbe tempi più lunghi, maggiore disagio e minore qualità complessiva del viaggio.

La richiesta alla Regione Toscana

Nella nota, le Province richiamano anche le indicazioni dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, secondo cui l’autostazione di Santa Caterina deve essere considerata un bene indispensabile e non sostituibile nell’area di riferimento. Ogni decisione sulla sua eventuale dismissione o sullo spostamento dei servizi, sostengono i due presidenti, dovrebbe quindi valutare la programmazione futura e il diritto alla mobilità dei cittadini, senza limitarsi agli interessi dell’attuale gestore.

Per questo Siena e Grosseto chiedono alla Regione Toscana di fermare la procedura di alienazione dell’autostazione fiorentina e di sospendere la modifica del servizio. Prima di qualsiasi cambiamento, secondo Carletti e Limatola, devono essere garantite due condizioni: un reale potenziamento ferroviario per assicurare standard adeguati anche alle province meridionali della Toscana e l’individuazione di un terminal idoneo, capace di mantenere l’attuale qualità dell’attesa e il collegamento diretto con Santa Maria Novella.

Il timore di perdere utenti del trasporto pubblico

I presidenti respingono l’idea che il possibile calo dei passeggeri possa essere considerato marginale. Al contrario, sostengono che ogni scelta organizzativa debba favorire l’uso del mezzo pubblico, rendendolo più semplice, comodo e affidabile. Un arretramento del capolinea, in assenza di alternative solide, rischierebbe invece di scoraggiare gli utenti e di spingere parte della domanda verso l’auto privata.

La posizione delle due Province si inserisce in una battaglia più ampia per il riequilibrio infrastrutturale della Toscana. Siena e Grosseto chiedono che il diritto alla mobilità venga garantito con servizi efficienti e accessibili, evitando che i territori già più distanti dai principali assi ferroviari vengano ulteriormente penalizzati da scelte considerate peggiorative.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.