Parità a Grosseto, Tancredi: “Presìdi senza risorse”
12/06/2026
La rete territoriale delle Consigliere e dei Consiglieri di Parità resta in piedi, ma per Veronica Tancredi, presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto, il nodo ora è capire con quali risorse potrà continuare a lavorare nei territori.
Dal rischio soppressione al nuovo decreto
Tancredi torna sul tema dopo essere intervenuta nei mesi scorsi contro la bozza di decreto legislativo che, nella sua prima impostazione, prevedeva la soppressione delle Consigliere di Parità territoriali e la loro sostituzione con un organismo nazionale centrale. La mobilitazione di consigliere, sindacati, associazioni, istituzioni, forze politiche e cittadini ha contribuito a modificare il percorso iniziale.
Il testo poi approvato il 7 maggio e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 maggio come decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 91 istituisce il nuovo Organismo per la Parità in attuazione delle direttive europee 2024/1499 e 2024/1500, ma non cancella la rete territoriale delle Consigliere e dei Consiglieri di Parità.
Per la presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità di Grosseto, il mantenimento delle strutture territoriali è un risultato importante, ma non basta a garantire efficacia. La domanda, secondo Tancredi, resta aperta: quali strumenti economici e organizzativi avranno queste figure per svolgere i compiti assegnati?
Risorse concentrate al centro, territori ancora fragili
La critica riguarda soprattutto la distribuzione delle risorse. Tancredi sottolinea che la riforma concentra a livello centrale fondi ingenti destinati al nuovo Organismo per la Parità: quasi 8 milioni di euro all’anno dal 2027, oltre a ulteriori 2.035.357 euro annui a valere sul fondo di rotazione.
Per le Province, invece, la situazione resta molto diversa. Le Consigliere di Parità continueranno a percepire 68 euro lordi mensili erogati dalle amministrazioni provinciali, con la possibilità per gli enti di aumentare il compenso fino a un massimo di cinque volte, quindi fino a 340 euro lordi mensili.
Secondo Tancredi, si tratta di un’occasione mancata per valorizzare un presidio che offre un servizio gratuito a lavoratrici e lavoratori vittime di discriminazioni. La presidente evidenzia che, dove si investe in questo ambito, aumentano i casi trattati, molti dei quali legati a mobbing o a difficoltà di conciliazione tra vita privata e lavoro.
L’indagine in provincia di Grosseto
Il tema, per la Commissione provinciale Pari Opportunità, non riguarda soltanto l’assetto nazionale della riforma. Tancredi richiama infatti l’indagine promossa tra il 2024 e il 2025 sul territorio grossetano insieme alla Consigliera di Parità e ai sindacati.
Dalla rilevazione emerge che molestie e discriminazioni sul lavoro sono presenti anche in provincia di Grosseto e attraversano sia il settore pubblico sia quello privato. Tra gli elementi più rilevanti compare il peso della violenza psicologica, accompagnato dal timore di denunciare per paura di conseguenze sul posto di lavoro.
Per Tancredi, il dato è ancora più significativo perché riguarda anche lavoratrici e lavoratori con contratti stabili. Se situazioni di disagio e discriminazione emergono in contesti considerati più protetti, il rischio è che nei rapporti più precari molti casi restino sommersi e non arrivino mai ai canali istituzionali di tutela.
“La prossimità rende efficace la tutela dei diritti”
La presidente della Commissione Pari Opportunità insiste quindi sulla necessità di rafforzare i presìdi vicini alle persone. Le riforme, sostiene, non possono limitarsi a ridisegnare gli organismi sulla carta: devono mettere chi opera nei territori nelle condizioni di ascoltare, intervenire e costruire reti con enti locali, sindacati, associazioni e luoghi di lavoro.
Il rischio indicato da Tancredi è che la centralizzazione delle risorse, senza un reale potenziamento delle figure territoriali, finisca per indebolire proprio quella prossimità che consente di intercettare i problemi prima che diventino invisibili. Per questo la richiesta è chiara: mantenere la rete delle Consigliere di Parità è stato un passo necessario, ma ora servono risorse adeguate per renderla davvero operativa.
La battaglia sulle pari opportunità, conclude la posizione espressa dalla presidente, passa dalla capacità di garantire strumenti concreti di cittadinanza e tutela. In provincia di Grosseto, dove l’indagine locale ha già mostrato la presenza di discriminazioni e molestie nei luoghi di lavoro, il rafforzamento dei presìdi territoriali viene considerato una condizione essenziale per dare risposte a chi oggi fatica a denunciare.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to