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Fibromialgia, studio toscano: benefici per 75 pazienti

31/07/2026

Fibromialgia, studio toscano: benefici per 75 pazienti

Dolore ridotto, migliore qualità della vita e minore ricorso ai farmaci sintomatici sono i principali risultati emersi da uno studio dell’Asl Toscana sud est dedicato al trattamento della fibromialgia attraverso protocolli di Medicina Integrata. La ricerca ha analizzato il percorso clinico di 75 pazienti ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Current Rheumatologic Reviews.

Lo studio, intitolato “Effectiveness of Integrated Medicine Protocols in Treating Fibromyalgia: A Retrospective Study”, è stato condotto dal Centro di Riferimento per la Medicina Integrata nei percorsi ospedalieri dell’azienda sanitaria, nell’ambito del programma triennale di attività 2025-2027.

Agopuntura, fitoterapia e cure convenzionali

Il protocollo adottato dall’Asl Toscana sud est combina medicina convenzionale, agopuntura, omeopatia, fitoterapia e fitonutrizione. Ogni percorso viene costruito sulla base delle condizioni cliniche della persona, della gravità dei sintomi e della presenza di eventuali patologie associate.

La fibromialgia è una sindrome cronica caratterizzata principalmente da dolore muscoloscheletrico diffuso. Può essere accompagnata da stanchezza persistente, disturbi del sonno, difficoltà cognitive, rigidità, cefalea e alterazioni dell’umore. La varietà dei sintomi rende complessa la gestione dei pazienti e richiede spesso il coinvolgimento di più professionisti.

Le terapie disponibili sono generalmente orientate al controllo delle manifestazioni della malattia. La risposta può cambiare sensibilmente da una persona all’altra e il trattamento farmacologico, pur necessario in numerosi casi, non garantisce sempre un miglioramento stabile dello stato di salute.

Il modello studiato in Toscana punta invece a una presa in carico globale, nella quale le differenti competenze cliniche vengono coordinate per intervenire contemporaneamente sul dolore, sui disturbi associati, sulle comorbidità e sulle conseguenze della malattia nella vita quotidiana.

Ridotti dolore e impiego di farmaci

I ricercatori hanno esaminato i dati di 75 persone affette da sindrome fibromialgica trattate secondo il protocollo del Centro. La valutazione non ha riguardato soltanto i parametri clinici tradizionali, ma anche la percezione dello stato di salute, l’impatto della patologia sulle attività quotidiane e le variazioni nell’utilizzo dei medicinali.

I risultati hanno mostrato una riduzione significativa della sintomatologia dolorosa e dei disturbi collegati alla fibromialgia. È stato inoltre rilevato un miglioramento complessivo della qualità della vita e una diminuzione del ricorso ai farmaci convenzionali utilizzati per controllare i sintomi.

Una minore esposizione farmacologica, quando compatibile con le condizioni cliniche e valutata dai professionisti, può contribuire a limitare gli effetti indesiderati delle terapie. Il percorso non prevede l’abbandono delle cure convenzionali, ma la loro integrazione all’interno di un programma personalizzato e multidisciplinare.

Il Centro attivo dal 2011

Il Centro di Riferimento per la Medicina Integrata nei percorsi ospedalieri opera dal 2011 ed è inserito nella Rete Toscana di Medicina Integrata, coordinata dal Centro Regionale per la Medicina Integrata. L’esperienza clinica maturata è stata accompagnata da attività di ricerca e pubblicazioni dedicate alla gestione delle patologie croniche.

Il gruppo di lavoro coinvolto nello studio comprende, per la Medicina Integrata, i medici Rosaria Ferreri, Franco Cracolici, Chiara Bocci e Giuseppe Tocci. Per l’area reumatologica hanno partecipato Giovanni Porciello e Marco Piazzini.

Secondo Rosaria Ferreri, responsabile del Centro, i risultati indicano che la Medicina Integrata può incidere sul percorso assistenziale del paziente cronico, superando una gestione concentrata esclusivamente sul singolo sintomo.

La presa in carico viene costruita attorno alla persona, con l’obiettivo di favorire autonomia, benessere e continuità terapeutica. Il confronto tra specialisti consente inoltre di adattare progressivamente gli interventi alla risposta del paziente, modificando il programma quando necessario.

Nuove prospettive per i percorsi personalizzati

La pubblicazione dello studio offre nuove indicazioni per approfondire l’efficacia dei protocolli integrati nella fibromialgia. Il carattere retrospettivo della ricerca permette di valutare i risultati ottenuti nella pratica clinica, mentre ulteriori studi potranno ampliare il numero dei partecipanti e confrontare differenti strategie terapeutiche.

Per l’Asl Toscana sud est, i dati rafforzano l’utilità di un modello multidisciplinare nel trattamento delle malattie croniche complesse. L’obiettivo è sviluppare percorsi ospedalieri nei quali reumatologia, medicina convenzionale e discipline integrate collaborino sulla base delle esigenze cliniche e degli esiti osservati.

La ricerca apre quindi alla possibilità di offrire alle persone con fibromialgia programmi maggiormente personalizzati, capaci di intervenire sulla sintomatologia e sull’impatto complessivo della malattia, mantenendo sotto controllo il carico farmacologico e la sicurezza delle cure.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to